Lavoro stagionale: tutto quello che c’è da sapere

Con l’avvicinarsi dell’estate, molti sono i giovani che iniziano a pensare ad un lavoro stagionale.

Dall’agricoltura al turismo, dall’industria dello spettacolo alla ristorazione, tanti sono i settori che vedono incrementare il loro lavoro durante i mesi estivi e – dunque – vanno in cerca di una nuova forza lavoro.

Chi sono i datori di lavoro stagionali?

Innanzitutto, tutte quelle aziende e quelle attività che chiudono al pubblico per settanta giorni continuativi o per centoventi non continuativi.

Ma ci sono anche le piccole aziende che durante la bassa stagione gestiscono il flusso di lavoro tra soci e coadiutori familiari, e le aziende più grandi soggette a variazioni stagionali: due tipi di attività, questi, che nei periodi di alta stagione necessitano di lavoratori a tempo determinato.

Lavoro stagionale: le diverse tipologie di contratto

I datori di lavoro che operano in regime di stagionalità, secondo il testo unico dell’apprendistato (in vigore dal 2011), possono assumere apprendisti a tempo determinato.


Ciò vuol dire che l’apprendista può essere impegnato solamente per alcuni mesi, purché il suo percorso formativo si completi negli anni successivi.

Ma ci sono alcune condizioni da rispettare:

  • tra la data di prima assunzione e quella di inizio dell’ultimo rapporto non devono passare più di 48 mesi.
  • gli apprendisti che abbiano prestato l’attività per una stagione hanno diritto di precedenza nell’assunzione presso l’impresa per la stagione successiva.
  • nei periodi di lavoro deve essere adempiuto l’obbligo di formazione.

Un’altra tipologia di contratto in voga nel lavoro stagionale è il contratto a tempo determinato, anch’esso con le sue particolari condizioni: il numero di lavoratori a tempo determinato non può infatti superare in azienda il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato (a meno che il numero di dipendenti sia inferiore a 5).

Ci sono però casi in cui il contratto a tempo determinato per il lavoro stagionale è sempre ammesso:

  • il lavoratore ha più di 55 anni.
  • quando riguarda specifici spettacoli o specifici programmi radiofonici o televisivi.
  • l’attività è in fase d’avvio.

C’è poi, nel settore del turismo e dei pubblici esercizi, il lavoro extra: si tratta di un particolare tipo di lavoro stagionale, che non può durare oltre i tre giorni.

Tipicamente, si tratta di contratti stipulati dalle aziende di banqueting, oppure in occasione di fiere o manifestazioni, o per attività di assistenza agli arrivi e alle partenze in aeroporti e stazioni.

La comunicazione UNILAV dell’assunzione deve in questo caso essere inviata entro il giorno antecedente l’assunzione.

Dove e quando cercarlo

Il miglior periodo in cui cercare un lavoro stagionale è, ovviamente, l’estate: tanti sono gli studenti che trovano impiego, specie nel settore del turismo, quando scuole superiori e licei sono chiusi.

Le figure più richieste? I bagnini, gli animatori, i camerieri, i barman, le babysitter.

Il consiglio è quello di non ridursi all’ultimo, ma di cominciare la ricerca già a febbraio o a marzo, valutando ogni aspetto del lavoro offerto: la tipologia di contratto, gli orari richiesti, la retribuzione.


È possibile rivolgersi ad agenzie e centri per l’impiego, frequentare i canali di comunicazione di Informagiovani ma anche cercare online, sui portali delle offerte di lavoro come sui gruppi social delle località turistiche.

Tuttavia non c’è solo l’estate, per cercare un lavoro stagionale.

Ci sono anche l’autunno e la primavera, periodi perfetti per un lavoretto nel settore ortofrutticolo: basti pensare al periodo della vendemmia, alla raccolta delle mele.

Oppure l’inverno, quando sotto Natale alcuni negozi chiedono personale in più e diverse attività cercano chi confeziona pacchi regalo.

L’importante è aver voglia di lavorare spesso a ritmi serrati, quando gli altri sono in vacanza o fanno festa.

Ed è fondamentale informarsi su tutte le condizioni che quel lavoro vanta: ad esempio, se viene fornito l’alloggio al personale per il lavoro stagionale.

E se ci sono restrizioni in termini d’età.

In genere possono essere assunti anche minorenni, purché maggiori di 16 anni, con l’adempimento del regolare obbligo d’istruzione (almeno fino alla seconda superiore) e col consenso dei genitori.

In questo caso, però, le ore di lavoro settimanali non possono essere più di 40 ed è necessario che il lavoratore sia sottoposto ad una visita medica preventiva.