Contratto in somministrazione: cosa è e perché evitarlo




Il contratto in somministrazione è una delle tipologie più diffuse nel nostro Paese, legato in particolare alle agenzie interinali.

Si tratta di un tipo di contratto che prevede che un lavoratore venga “somministrato”, ossia messo a disposizione di un’azienda per un periodo di tempo determinato.

Si tratta di un contratto che ha fatto molto discutere negli ultimi anni e che è cambiato attraverso l’introduzione di varie riforme.

Cos’è il contratto di somministrazione?

Introdotto con la legge del 24 giugno 1997, è stato inizialmente definito lavoro interinale o temporary work, presentato come una forma di lavoro maggiormente flessibile.

In seguito il D. Lgs 276/2003 (Legge Biagi), ha regolamentato ulteriormente questo tipo di contratto, parlando per la prima volta in modo inequivocabile di somministrazione di lavoro.

L’ultimo atto è stato il Jobs Act e in seguito il Decreto Dignità.

Il contratto in sostanza presenta un rapporto triangolare fra tre diversi soggetti: somministratore, azienda e lavoratore.

L’agenzia di somministrazione rappresenta dunque un intermediario fra la società e il dipendente che fornisce la manodopera.

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L’azienda, definita utilizzatore, non ha legami contrattuali con il lavoratore.

Ma verso quest’ultimo ha comunque oneri e obblighi legati alla sicurezza e alla formazione, ma anche il potere di coordinamento e direzione.

L’elasticità di questa tipologia di contratto è connessa anche alla gestione del rapporto di occupazione da parte del somministratore.

Esistono due varianti di questo contratto:

Somministrazione a tempo determinato:

Sono contratti legati ad esigenze di flessibilità organizzativa e produttiva.

Tramite collaborazioni che prevedono interventi saltuari e a breve termine.

Somministrazione a tempo indeterminato:

Sono contratti che prevedono una missione stabilita dall’ utilizzatore.

Una volta terminati il lavoratore riceve nel periodo in cui è in disponibilità, un’indennità.


Con il tempo questo contratto è stato aspramente criticato, per via dei numerosi svantaggi per aziende e lavoratori.

Per quanto riguarda le prime infatti non consente di svolgere una selezione qualitativa, e di trovare personale che possa arricchire nel modo migliore la società.

Per chi cerca un impiego invece rappresentano un’arma a doppio taglio.

I contratti stipulati tramite le agenzie infatti consentono di trovare lavoro (spesso in breve tempo).

Non rappresenta infatti una garanzia per ottenere mutui e credito, ma soprattutto non offre una continuità (e di conseguenza una sicurezza) lavorativa.

Per questo motivo sempre più lavoratori cercano di evitare questa tipologia di contratto, reputandola sconveniente e dannosa.

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